Blog di guerriglia semiologica e resistenza culturale


"LA REALTA' E' UNA MALATTIA." Valentino Picchi


giovedì 1 ottobre 2026

"POSTO DUNQUE SONO", OVVERO DELL' "IRRINUNCIABILE ESSERCI"

Nella cultura del like-dislike la comunicazione è gara, l'espressione divenendo forma di economia: massimo risultato possibile, nella minima unità di tempo... "Top", "Pollici", emoji "lacrima" o "risata", l'immancabile "cuore" a volte anche munito di battito; l'alternativa dialettica - anzi il presupposto di una dialettica reale - sarebbe l'assenza, tradotta in uno sguardo senza reazioni digitali.
E' forse proprio il silenzio l'ultimo lembo di terra abitabile dalla complessità di esprimere - cioè del doversi esprimere, sollecitati da un primario impulso alla risposta - che si fa rumore interrogabile dall'ipotesi tendente al sanissimo dubbio, fantasia e indagine sulla personale capacità di interpellare i prossimi, vicini o lontani che siano: "Io merito reazioni?" e "Di che qualità?".
Cotanto Stige scorre tra le rive bianca e nera dei "pro" e dei "contro", in cui tender le sinapsi esercitando la fatica del ragionamento per il concedersi un achilleo tallone di vulnerabilità, magari nella possibilità che qualche domanda sopravviva per evitar che le domande si estinguano del tutto fra le eredità salvifiche degli atteggiamenti umani e con esse le possibili risposte, anche quelle che potrebbero costringerci a cambiare idea (non sia mai...) o persino ad altrimenti svilupparla.
Però il silenzio sa essere fecondo di risposte, il ritiro è ginnasio per la mente e per il corpo che la ospita e anzitutto disciplina del pensiero, ordine, focus, differenza, eresia financo al dogma dell'esserci "whatever it takes".
Negli oceanici scompigli della lotta fra opinioni - dove la ragione è performance e la conformità ne è l'esito - tutto deve rimanere oceano, disordine insoluto che è la piatta e paradossale soluzione dell'immutabil ordine, perché farlo - sia il restar muti che il mutare - equivarrebbe ad annegare in un anonimato che non riusciamo più a tollerare: quello imposto dall'algoritmo, e da un cartesiano "posto" dunque sono".

HECHIZO ♠ VP




DIZIONARIO DI SEMIOGUERRIGLIA

SORVEGLIANZA: lo sviluppo delle nuove tecnologie e quello di una parossistica corsa al controllo in nome di un crescente e generalizzato bisogno di "sicurezza" hanno portato a un progressivo dissolvimento della polarità sorvegliante-sorvegliato: oggi i due elementi coincidono; dalla posizione geografica fino al proprio stato d'animo, ci si autocontrolla, autodenuncia, autodichiara, autoidentifica senza soluzione di continuità attraverso i supporti tecnologici e i nuovi media; in uno stato di permanente autocertificazione dichiari chi sei, dove sei, cosa fai, cosa possiedi, cosa compri, cosa mangi ecc. 
Se sottrarsi a questo stato di "post-sorveglianza" può rappresentare l'amputazione di un tratto ormai strutturale della partecipazione alla vita dei singoli, la guerriglia semiologica implica un muoversi intellettualmente nel dato di fatto: il silenzio può non bastare, l'algoritmo va aggirato attraverso il disordine, l'incoerenza e la confusione informative e delle rappresentazioni.